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Piccolo Festival dell'Animazione 2011

28.12.2011 / 
(Piccolo Festival dell'Animazione)
Corpus Nobody
Saul Saguatti, Audrey Coïaniz (Basmati), Italia/Francia 2010, 6'03''

E' molto complesso in questo film il lavoro legato all’osservazione dell’interazione dei corpi umani, resi in forme astratte dalla coreografica e dagli interventi pittorici. Saul Saguatti e Audrey Coïaniz hanno costruito Corpus Nobody su una serie di fotogrammi, con successive interpolazioni grafiche. In alcune soluzioni visive il film ci ricorda Gianluigi Toccafondo de La Piccola Russia, ma anche Gli angeli sopra Berlino di Wim Wenders.
 
Romance
Georges Schwizgebel (Studio GDS/RTS/NFB), Svizzera/Canada 2011, 7'10''

Dopo L’uomo senza ombra (2004) e Jeu (2006), il regista e animatore svizzero Georges Schwizgebel presenta il suo ultimo film Romance, ancora una collaborazione tra il suo studio di produzione GDS, la Tv Svizzera e il prestigioso National Film Board Canadese. Il suo stile originale muove i piani e le prospettive in un gioco voluttuoso che sospinge i due protagonisti di un viaggio aereo tra l’ondata di ricordi e il presente agitato da turbolenze. Il ritmo si fa accelerato e vorticoso, trascinato dalle note della sonata Op.19 di Sergej Rachmaninoff. Gli ondeggiamenti delle prospettive, le figure in continua trasformazione insieme alle stesure di colori a macchia ‘fauves’ sono la cifra stilistica di uno dei Maestri contemporanei dell’animazione.

Bił sobie Król / Once there was a King
Tytus Majerski (Kolektyw Film), Polonia 2010, 5'15''
 
E’ un’animazione molto sofisticata questa, che unisce il cut out (delle figure tagliate e riprese in stop motion) al 3D, in un bianco e nero che richiama quello dei film sperimentali delle origini. Si basa sulle note e le parole di una ballata popolare polacca, scritta da Janina Porazińska, che rivive nella voce di Maria Peszek. Stupisce che l’abbia realizzata il giovane regista Tytus Majerski come film di diploma. La scelta di una storia che arriva dal folklore e da un passato antico trova qui un’interpretazione che lascia intatta la sospensione della fiaba tradizionale e delle inquietudini senza tempo. Le radici della tradizione sono quanto mai vitali e certo fonte di un’autentica ispirazione espressiva.

Z zelene veje / Ast Mit Last / Out on a Limb
Falk Schuster (Falk Schuster), Germania 2011, 5'04''
 
Per questa animazione delicata e retta da una poetica lieve e profonda ad un tempo, il regista Falk Schuster utilizza una base di cut-out e disegni animati che cancella e muove con minimi movimenti, lasciando volutamente impresse nella continue cancellature e ridisegni tutte le sovrapposizioni e le tracce. Un collage multiplo 'in movimento', la cui tecnica si intuisce più direttamente lasciandoci cullare dalle foglie che cadono, dagli ucccelli in volo. Una poesia di Rainer Maria Rilke potrebbe esserne il commento.

Via Curiel 8
Mara Cerri, Magda Guidi (Sacrebleu Productions/Les Films du Cygne/Mara Cerri/Magda Guidi), Francia/Italia 2011, 8'30''

La storia di questa animazione comincia da un libro, Via Curiel 8, che l’illustratrice e autrice Mara Cerri ha pubblicato nel 2009 (edizioni Orecchio Acerbo). Il progetto del film, nato in collaborazione con Magda Guidi, vince nel 2008 il Premio della Giuria e il Premio Arte France al festival d’Annecy. Le due autrici realizzano così più di 4000 disegni, dipinti in acrilico su carta, per dare vita alla storia animata dell'incontro sul pianerottolo di una palazzina di due vite, quelle di Dario e Emma, che si incrociano sull’onda dell’ineffabile suggestione del destino.

Dove sei, amor mio
Veljko Popović (Bonobo Studio), Croazia 2011, 10'30''
 
Veliko Popović propone un film dal tema insolito che già intuiamo dal titolo Dove sei amor mio, una vecchia canzone che la protagonista ascolta come un in un loop che la trascina nell’ondata dei ricordi. La tiene in vita più che il ricordo la presenza concreta, ‘mummificata’ del suo amato, morto soldato. Tutto si mantiene in uno stato di blocco temporale come la routine delle sue giornate, una cerimonia che culmina nell’ascolto e nel valzer serale. Veliko Popović è un regista esperto nella crezione dei personaggi, analizzati nei minimi particolari, con una tecnica in 3D, però tutt’altro che plasticata, piuttosto resa in modo molto originale, conpiù stratificazioni e livelli spaziali. Il risultato stilistico è molto preciso.

Paths of Hate
Damian Nenow (Platige Image), Polonia 2010, 10'

Damian Nenow è un autore di animazioni diplomato alla PWSFTViT di Lodz, l’Accademia di Film, Televisione e Teatro. Attualmente lavora presso lo studio Prestige Image che si occupa di animazione ed effetti 3D. Il film Paths of Hath è una spasmodica caccia, un inseguimento letteralmente ‘all’ultimo sangue’ tra due piloti d’aereo. La lotta solitaria dei due protagonisti non ha pace fino alla reciproca distruzione. Un odio cieco li guida in una sfida che non conosce limiti e freni. Una guerra che si incarna in due anime, ma che si può estendere metaforicamente ad una insana passione umana.

Pl.ink!
Anne Kristin Berge (BreakThru Films/Storm Studios), Polonia/Norvegia 2010, 3'15''

Ha una sua leggerezza questo film che, a partire dal disegno infantile, tutt'altro che ingenuo che lo caratterizza, riesce a raccontare un rapporto padre-figlio, difficile, anzi difficilissimo, quasi impari, ma altrettanto affettuoso e caldo. Realizzato con una tecnica in 2D dalla regista Anne Kristin Berge, Pl.ink! è una co-produzione norvegese e polacca ed è stato premiato dalla giuria junior al Festival d’Animation d’Annecy. Un premio che lo rende meritevole di essere visto anche da un pubblico adulto.

Djuma
Michele Bernardi (Michele Bernardi), Italia 2011, 3'15''

Michele Bernardi sceglie il soggetto del bambino allevato dai lupi, un classico della letteratura per ragazzi, come tema del suo ultimo film in animazione. Il film è una ulteriore rielaborazione delle tecniche del rotoscope e dell'animazione in 2D di cui Bernardi è uno dei professionisti italiani più esperti. Anche questo film, come molti altri precedenti, ha una versione rimontata e adatatta a video-clip, con produzione La Tempesta. Il Djuma che mostriamo è nella fase 'primitiva' con una colonna sonora minimale, ma comunque molto interessante per il richiamo allo svillupo sequenziale delle immagini, molto elaborate e originali.

Dell'ammazzare il maiale
Simone Massi (Simone Massi), Italia 2011, 6'20''

Il pastello a olio, bianco, nero e rosso costituisce la trama non solo visiva dell’animazione di Simone Massi. Il contrasto fra questi colori e la densità del tratto a pastello segnano una storia drammatica, dove tutto resta sospeso. Simone Massi nel suo sito si definisce ‘animatore resistente’ e descrive in altrettante telegrafiche parole il suo lavoro: ‘Un'ora di animazione mia è fatta di quindici piccoli film (che sono diciannove), sedici anni di lavoro e trentamila disegni’. Ancora per questo film in particolare, la sua descrizione è la dimensione di una poetica: 'Mentre viene trascinato fuori dalla stalla il maiale ha modo di vedere il cielo e le cose del mondo'.

TATAMP
Mirai Mizue (Mirai Mizue), Giappone 2011, 5'35''

Tatamp è solo un assaggio della filmografia di una figura rappresentativa della nuova generazione di registi d’animazione giapponese. Mirai Mizue ha esplorato diverse forme, geometriche, biologiche, artistiche in un viaggio che comprende la conoscenza dei modelli artistici del Kandinsky geometrico, come in questo caso, ma anche di Mirò o di Escher, ai quali egli stesso dice di ispirarsi in altri film. Tatamp è un divertimento di colori, punti, superfici in un movimento senza soluzione di continuità, in sincrono con la musica.

Sakk ! / Chess !
István Orosz (Kecskemétfilm), Ungheria 2010, 6'30''
 
Una partita a scacchi singolare, questa del 1908, immortalata da alcune foto, tra due leader storici del partito Bolscevico,  Bogdanov e Lenin. Le mosse, scandite dal timer, di questa partita ad un tempo reale e metaforica, sono montate in un’animazione molto grafica. Il regista ungherese Orosz István ha infatti una formazione di design grafico, è un riconosciuto artista optical, oltre ad essere regista del Pannónia Film Studio. L’ascendenza pop del film è sottolineata dalla colonna sonora di Cserepes Károly, tratta dal suo ultimo disco, Handmade (2009), che acuisce il senso del quasi scontato ‘scacco al re’.

Keha mälu / Body Memory
Ülo Pikkov (Nukufilm OÜ), Estonia 2011, 9'

Il film è ambientato dentro il vagone di un treno, che capiamo essere destinato ad un campo di concentramento. Le prigioniere sono realizzate con lo spago, che si snoda e si annoda, che le forma e deforma fino ad annullarle, con una efficacia metaforica di grande impatto emotivo. E’ una produzione estone della Nukufilm che ci dà perfettamente l’idea del livello di qualità raggiunto da questa importante realtà dell'animazione dell'Europa dell'Est. La fotografia è perfetta, così il montaggio cinematografico. Un piccolo gioello d’animazione!

Dobro, piekno i prawda
Balbina Bruszewska (Se-ma-for Film Foundation), Polonia 2011, 6'05''

Balbina Bruszewska è una regista polacca di film d’animazione, di programmi televisivi e videoclip. Il suo film, prodotto dallo studio Se-ma-for di Lodz, è realizzato con una tecnica mista, appare profondamente legato ad uno spirito surrealista. Anche il titolo un po’ altisonante Dobro, piekno i prawda rimanda ad una ironica ‘ricostruzione dell’universo’ in chiave simbolista. Il senso dell’umorismo nero polacco lascia le sue indelebili tracce nella trama irta di elementi dissonanti e dissocianti. Topor può essere considerato a ben vedere uno dei suoi ispiratori illustri.
 
 Ben Hora
Julie Rembauville, Nicolas Levrin Bianco (Sacrebleu Productions), Francia 2010, 4'20''
 
Una famiglia di emigranti arriva in una new York degli inizi del secolo scorso e da questo sbarco comincia una serie di peripezie che hanno come casus belli il corvo che portano con sé in questo viaggio. Poliziotti, gabbie prigioni, fughe rocambolesche … il tutto seguendo il ritmo di una colonna sonora sincopata, quella del gruppo Pad Bradpad, di cui il film era originariamente il video clip. Bello l’effetto di contrasto delle sagome nere delle figure contro gli sfondi sobri e monocromi, ma disegnati con grande raffinatezza dal regista e illustratore Nicolas Levrin Bianco.

Dos Pepos
Brane Solce, Alexander Zograf (Solce, Zograf), Slovenia/Serbia 2011, 3'40''

Questo cortometraggio nasce dalla collaborazione tra l'autore di fumetti serbo, Alexander Zograf, il marionettista e animatore, Brane Solce, e il gruppo degli Arbe Garbe. E' un videoclip un pò anomalo che viene presentato in fase ancora sperimentale, ma è un risultato comunque interessante per verificare le modalità di trasposizione tra i diversi linguaggi artistici. Canta storie, noi quante abbian bevuto?/Sono brevi favole che durano un minuto.


KILLCACHE